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mercoledì 24 luglio 2013

Serata al Museo, le fonderie culturali che non ti aspetti a Salerno

Serata al Museo
Salerno, 22 luglio 2013 – Il Museo Archeologico Provinciale di Salerno come luogo conviviale in alternativa al solito pub? Perché no! È la proposta dell’Associazione Fonderie Culturali che giovedì 25 luglio, in collaborazione con la Provincia di Salerno, organizza “Serata al Museo”, un appuntamento caratterizzato da tutti gli ingredienti utili a trasformare uno dei poli museali cittadini in un’opportunità diversa ed originale per trascorrere una sera d’estate all’insegna della cultura e del divertimento grazie all’orario serale, all’ampia offerta di intrattenimento, agli speciali percorsi di visita e ad alcune sorprese artistiche.
La “Serata al Museo”, in programma a partire dalle ore 20.00, oltre a proporre l’eccezionale apertura serale con ingresso gratuito, trasformerà le sale del Museo Archeologico Provinciale di Salerno in un grande salotto, dove passare qualche ora in compagnia di amici per parlare di cultura, di arte e non solo.

Da sempre alla continua ricerca di nuovi linguaggi per promuovere l’immenso patrimonio storico e culturale cittadino, Fonderie Culturali coinvolgerà infatti i partecipanti in racconti intriganti e sorprendenti sui reperti archeologici, inducendoli a dialogare con essi fino ad elaborare in modo personale l’insolita visita al museo. Per allietare i partecipanti sono previsti anche sketch teatrali, musica ed un gustoso aperitivo.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente il progetto pilota di promozione del Museo ad opera di Fonderie Culturali insieme all’Ente Provinciale, ed il programma completo degli appuntamenti culturali che per tutta l’estate consentiranno a cittadini e turisti di vivere l’arte in maniera non convenzionale. Prevista la presenza di Matteo Bottone – Assessore Provinciale al Patrimonio, Cultura e Beni Culturali e di esperti del settore che, insieme al pubblico, assisteranno tra l’altro alla presentazione del nuovo logo del Museo Archeologico Provinciale di Salerno ideato dall’agenzia Lettera 7.

Dove – Museo Archeologico Provinciale di Salerno, Via San Benedetto 28, 84122
SalernoQuando - giovedì 25 luglio dalle ore 20.00 alle 22.30
Modalità di ingresso - ingresso gratuito
Maggiori info – tel. 089231135 - www.museoarcheologicosalerno.it

mercoledì 14 marzo 2012

Il Mercatino delle Idee, altri stili di vita

OGNI TERZA DOMENICA DI OGNI MESE SCUOLA MEDIA ALFONSO GATTO, VIA CANTARELLA, PASTENA (SALERNO).

artisti di strada - artigianato locale - agricoltura locale - comitati e associazioni locali - centri sociali - gruppo di acquisto solidale - teatro-musica-etc
SCOPRIAMO ALTRI STILI DI VITA!!!
DALLE 9,30 ALLE 17,00 


venerdì 24 febbraio 2012

CAMERA COMMERCIO SALERNO: BANDO "SPIN-OFF INNOVATIVE"

da Salerno Economia

CAMERA COMMERCIO SALERNO: BANDO "SPIN-OFF INNOVATIVE"
(Contributi per progetti innovativi ideati in ambito universitario)



La Camera di Commercio di Salerno, nell’ambito delle attività previste dal protocollo di intesa sottoscritto con l’Università degli Studi di Salerno, bandisce il concorso “Spin-off, competizione fra progetti d’impresa che si propongono di sviluppare prodotti e/o processi innovativi sulla base delle competenze scientifiche maturate nell’Università degli Studi di Salerno”.

Il bando è finalizzato a promuovere processi di innovazione e trasferimento tecnologico e si concretizza in un processo in cui il know-how maturato nella comunità accademica è valorizzato attraverso una nuova impresa creata su iniziativa di ricercatori, docenti, laureati e laureandi che, quindi, assumono una veste imprenditoriale.

Saranno ammesse a godere dei benefici le società costituite o in via di costituzione, sostenute dall’Ateneo che abbiano elaborato progetti di impresa ad alto contenuto innovativo intendendo per tale la realizzazione di un nuovo prodotto, il miglioramento significativo di un bene materiale o di un servizio, di un processo di produzione, di un metodo di commercializzazione o la realizzazione di un nuovo modello di organizzazione delle attività d’impresa e/o della relazioni con il mercato.

I progetti dovranno essere presentati entro il 30 aprile 2012. Un’apposita Commissione procederà alla valutazione e redigerà la relativa graduatoria di merito. Ai primi tre progetti verranno assegnati i premi messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Salerno pari ad Euro 5.000,00 per il primo premio, 3.000,00 euro per il secondo e 2.000,00 euro per il terzo.

A tutti i progetti ritenuti meritevoli e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, pari ad Euro 150.000,00 sarà assegnato un contributo pari al 75% delle spese di investimento, fino ad un importo massimo per ogni impresa pari ad Euro 20.000,00.

“Favorire lo sviluppo economico della provincia di Salerno attraverso il sostegno alla nascita di imprese innovative – dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Salerno Guido Arzano – è l’ambizioso obiettivo che si propone la presente iniziativa perchè riteniamo che l’innovazione possa essere la leva strategica competitiva chiave per meglio fronteggiate l'attuale fase di difficoltà economica".

Per prendere visione del bando, visitare:

Terra di Naviganti, 755 Blog a Salerno e Provincia

Ce lo dice la mappa della blogsfera di Blog Italia.

Marketing Salerno passerà in rassegna i blog e ne traccerà una rassegna di quelli davvero interessanti.


La mappa dispone sul territorio italiano dei marker che indicano il numero di blog registrati su BlogItalia per provincia.  Il mashup tra Google Maps e i dati di BlogItalia è stato realizzato da Tony Siino.


martedì 1 novembre 2011

IL VENTO SEMBRAVA UN PROBLEMA…ED INVECE ERA LA SOLUZIONE!


Il vento sembrava un problema…ed invece era la soluzione!

TRASFORMARE I PUNTI DEBOLI IN OPPORTUNITÀ DI BUSINESS

In questa puntata ci occupiamo di quella che oggi viene considerata una delle abilità essenziali nella gestione di un impresa che ha come obiettivo il successo: la capacità di trasformare elementi di difficoltà in opportunità di business.Questa abilità che si dovrebbe configurare in una vera e propria forma mentis, viene genericamente definita con il termine Problem Solving, ovvero la capacità di affrontare e risolvere problemi , utilizzando il pensiero creativo. sia logico-sequenziale che antiteticolaterale. Mentre nel caso del pensiero logico sequenziale, ci troviamo di fronte ad un procedimento a cui siamo decisamente abituati in quanto tipico del nostro modo di pensare occidentale,che utilizza l’emisfero destro del cervello (cosiddetto razionale), seguendo un percorso molto simile al processo diagnostico , cui la pratica medica ci ha abituato anche grazie ad una notevole messe di telefilm e affini.

Il limite però di questo modo di dirigersi alla soluzione dei problemi sta nell’essere soggetto alla presenza di schemi razionali, di abitudini e convenzioni, che spesso rappresentano vere e proprie barriere, ostacoli alla stessa soluzione del problema. Un buon esempio per spiegare questo concetto è probabilmente il gioco dei 9 punti o quadrante di Maier, qui di seguito illustrato. Avendo uno schema composto da 9 punti, disposti in modo da formare un quadrato a base 3, come in figura!

L’obiettivo è unire tutti i 9 punti del tracciato, usando solo 4 linee, ma senza alzare MAI la penna dal foglio! Per risolvere questo esercizio, bisogna andare fuori dagli schemi, o meglio oltre la cornice! Interessante notare che la casistica delle risoluzioni ci indica che un americano ci mette in media 20 minuti, un giapponese 3 ed un eschimese circa 30 secondi, e molto probabilmente questo perché gli ultimi (gli eschimesi) sono avezzi ad un pensiero più libero e più focalizzato alla soluzione e meno al contesto. Questo ha affermato C. Casula in “I porcospini di Schopenauer”…
E se siete curiosi, la soluzione potete trovarla consultando il seguente indirizzo web: http://www. bafan.it/?p=2407. Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono, si intende – invece - una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.(definizione da wikipedia) In questo approccio si fa riferimento all’emisfero sinistro del nostro cervello, cosiddetto creativo. In sostanza possiamo identificare tre “mosse” principali che permettono di superare degli ostacoli: • la rimozione • l’aggiramento • l’utilizzazione In un tragitto che gradatamente va dal pensiero sequenziale a quello laterale Per spiegare meglio potremmo riferirci ad una storia, che sa un po’ di leggenda, di cui si narra spesso nei corsi sul problem solving, che riguarda i mitici anni della conquista dello spazio, quando l’allora URSS e gli States rivaleggiavano tra di loro a colpi di viaggi sempre più estremi. Pare che al tempo si fosse verificato l’inconveniente derivato dalla impossibilità per le penne a sfera di scrivere in assenza di gravità… I ricercatori statunitensi si prodigarono in sofisticati studi per mettere appunto un sistema che permettesse all’inchiostro di superare il problema della gravità, investendo in queste ricerche ingenti quantità di denaro per riuscire nell’opera (siamo in questo caso in un tipico esempio di tentativo di rimozione dell’ostacolo). I russi, invece, ricorsero ad una soluzione meno tecnologica, ma alquanto efficace, mandando i loro astronauti nello spazio … con una matita. Da non disdegnare anche il notevole risparmio economico (e questo caso, si presenta invece, come un interessante esempio di aggiramento dell’ostacolo). Ora provate ad immaginare se addirittura si fosse trovato un sistema che proprio dell’assenza di gravità avesse fatto l’elemento cardine per scrivere nello spazio, ecco che ci troveremmo di fronte ad un caso di utilizzazione dell’ostacolo. Ma un esempio davvero calzante per comprendere questo ultimo concetto dell’utilizzazione dell’ostacolo per il superamento dello stesso, ha come protagonista proprio il vento, tanto caro ai lettori di questa rivista e a chi lavora per produrla. Ce la riferisce Enrico Cogno nel suo “Come risolvere i problemi” edito per i tipi di Franco Angeli, tra una miriade di altri stimolanti esempi di problem solving. Ad ogni modo la storia che ci interessa è questa: In un’isola caratterizzata da una notevole gradevolezza paesaggistica ed ambientale, oltretutto anche facilmente raggiungibile, si decide di insediare un grande villaggio per vacanze. Arriva il giorno dell’inaugurazione in cui è prevista una conferenza stampa con professionisti del settore e ovviamente rappresentanti del mondo dell’informazione. Ed è lì che ci si accorge di aver sottovalutato un elemento caratteristico dell’isola, un fortissimo vento che soffia costantemente. La conseguenza fu in sostanza un generale fuggi fuggi da un clima davvero fastidioso, non certo ideale per una vacanza di relax, che era ovviamente la promessa del villaggio. In una prima battuta la proprietà ed il management cominciarono a studiare eventuali soluzioni per rimuovere l’ostacolo ad esempio interrando i villini (che però sarebbero sembrati più dei bunker che non tanto dei gradevoli alloggi), creando schermature costosissime per limitare gli effetti del vento, immaginando percorsi trincea. Dopo molte valutazione che però non sembravano tuttavia porre un efficace rimedio, la proprietà decise di affidarsi ad un team di problem solver, che individuò la soluzione proprio invertendo la questione, quindi non cercando un rimedio che si basasse sul contrastare un fenomeno tanto naturale quanto costante quale quello eolico, ma che, al contrario, di questa caratteristica facesse un elemento di cui beneficiare. La domanda allora era diventata: quale tipologia di turista sceglie scientemente una località proprio perché spazzata costantemente dal vento? Posta in questi termini la questione ha una risposta abbastanza semplice. Gli appassionati di sport velici E fu cosi che quello che era stato pensato improvvidamente come un tradizionale villaggio vacanze, diventò un grande centro velico con tanto di annessa scuola. Morale: un grande successo, senza… troppe spese aggiuntive. Pensate se avessero anche deciso di impiantare un parco eolico… caratterizzando ulteriormente e definitivamente un progetto vincente, maturando persino un ulteriore risparmio! Suggerirebbe un noto spot di Renzo Arbore … «Meditate gente, Meditate!».
Tratto dalla rivista: Il Pianeta Terra

mercoledì 21 settembre 2011

SALERNO IN: UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS NETWORK

Inviato Filippo Ispirato

La nostra città in quest’ultimo periodo sta diventando sempre di più una fucina di nuove idee innovative da parte di giovani interessati a rimanere nel nostro territorio e a promuovere progetti originali o mutuati da altri contesti italiani ed europei ed implementarli nel nostro territorio. In quest’ottica ho avuto modo di incontrare il Dr. Antonio Monizzi, presidente di Salerno In, e il Dr. Francesco Maria de Feo, esperto di marketing e promotore del progetto Salerno In. Salerno In è un nuovo business network ispirato ai più noti social network presenti sulla rete internet del tipo Linked In, Facebook, My Space e Twitter, con la differenza di essere legato al territorio ed avere l’obiettivo di creare una rete relazionale tra imprenditori e professionisti appartenenti al nostro territorio. Per avere delle idee più chiare in merito all’iniziativa, riportiamo di seguito l’intervista tenuta con il Dr. Antonio Monizzi che ci ha dato delle informazioni dettagliate in merito
Come è nata l’idea di creare questo gruppo a Salerno?

Da un incontro di persone e di idee, dalla voglia di riportare in auge un modello archetipo della nostra cultura, l’agorà di ellenica memoria. Io e Francesco ci occupiamo di business professionalmente ed abbiamo trovato naturale in virtù delle nostre esperienze pregresse, sviluppate soprattutto lontano da Salerno, confrontarci, scambiare idee, valutare insieme come ri-proporre la nostra attività in un territorio a noi caro ma che ci appariva al tempo stesso anche un po’ ostico e diffidente. Ci siamo quindi chiesti come poter fare “rete” come promuovere relazioni positive tra imprenditori e professionisti, e la realtà dei Club IN e di LINKEDIN ci è sembrata la soluzione più adatta per la loro caratteristica di facilitatori di business e di incubatori di idee, forieri di collaborazioni da una parte ma anche potente mezzo di stimolo di nuovi modi di fare , pensare, collaborare, conoscersi!!!
In cosa consiste? Quante persone vi fanno parte?
L’idea è di organizzare degli incontri dove donne e uomini di business si possano incontrare al di fuori di contesti classici e canonici del loro agire professionale, lontano dalla loro scrivania, non legati al protocollo tipico della vita associativa, svincolato da una stretta rispondenza diretta alla propria attività, incontrando magari professionisti di altri settori e realtà. Oggi non crediamo sia possibile fare un “inventario” ufficiale di chi fa parte della partita, ma c’è un nucleo di una decina di “fan” su cui contare per lanciare le prossime iniziative. Infatti il primo incontro, quello che abbiamo voluto chiamare il numero “zero” c’è già stato ed ha contato la partecipazione di più di quaranta intervenuti, soprattutto grazie allo spirito di iniziativa e la capacità di coinvolgimento di Francesco.
Chi può partecipare alle vostre iniziative?
Semplice…. Chiunque professionista, imprenditore, studioso o semplicemente curioso voglia interfacciarsi con altre persone interessate al mondo del business nella sua città.
Ci sono altri esempi simili in Italia e nel mondo?
Certo che si, in Italia il fenomeno comincia a prendere piede, ci sono già una decina di club ufficiali, dal capostipite Milan IN a Parma In, Florence In, Turin In, fino al località più vicine a noi come i due club Napoli In e Napoli Business-Club In. Poi ci sono molte altre realtà in via di accreditamento come appunto la nostra Salerno In. Quello dei club IN è un caso tutto italiano che peraltro ha avuto il riconoscimento ufficiale a livello mondiale da Linkedin, grazie al lavoro svolto per promuovere LinkedIN stesso in Italia.
Come è stato accolto a Salerno il gruppo Salerno IN?
A dire la verità non ci aspettavamo già, dal primo appuntamento , un cosi ampio ventaglio di consensi e la partecipazione di aziende, professionisti e categorie di rappresentanza degli esercenti salernitani.
Quali sono i progetti realizzati e quelli in cantiere?

Salerno IN oltre la serata inaugurale è stata media partner di due importanti eventi:
Salerno Wine Festival, il primo salone del vino del Sud Italia che si è tenuto a Paestum domenica 17 e lunedì 18 Luglio 2011.
OASI OLOS, IL BENESSERE TARGATO BUSINESS, triplice appuntamento dell’estivo all’insegna delle Relazioni efficaci nel Business del Mangiare Sano e del Benessere.

Bellizzi Moda e Spettacolo, a Settembre e il secondo appuntamento Salerno IN all'insegna dell'argentina al ristorante "La Boca".
In cantiere ci sono poi,  incontri tematici per promuovere la cultura del Business in Salerno con associazioni di categoria ed il mondo universitario ed un prossimo evento dal nome “Qual è il tuo Obiettivo? Il nostro fare business insieme”.

giovedì 1 settembre 2011

A Salerno il Piano di Marketing Low Cost




Il Piano di Marketing Low Cost, sintetizza in poche pagine tutti quegli aspetti dell’azienda che possono essere ottimizzati o migliorati e suggerisce una serie di azioni immediate, da intraprendere mediante l’impiego di nuove idee e strumenti low cost. Dal riposizionamento di un prodotto, ad una strategia low cost di distribuzione, passando per un packaging innovativo con un limitato numero di colori, fino ad arrivare ad un piano di comunicazione con mezzi low cost.  Il piano di marketing è un documento che riassume il modo in cui l’impresa intende raggiungere obiettivi strategici mediante programmi di marketing, mediamente con un arco temporale annuale/biennale.
CONTENUTI  E FINALITA’ DI UN PIANO DI MARKETING LOW COSTIl  piano di marketing low cost è un documento che  aiuta il management a prendere delle decisioni poichè analizza semplificandoli, diversi aspetti dell’azienda, clienti, attività, concorrenti, opportunità da sfruttare, prezzi, mercato, ed altri fattori che incidono in maniera determinante sulla vita aziendale.
Con il piano di marketing low cost si determina e rispetta un budget per il marketing, si elaborano delle strategie di marketing, si pianificano azioni di marketing non convenzionale, si impara a svolgere ricerche low cost efficaci, ma soprattutto si valutano le esigenze dei clienti e l’offerta di reali vantaggi.  Inoltre si comprende come tessere relazioni e servirsene per trarne il massimo vantaggio oltre a valutare l’importanza di costruirsi una forte identità.  Si sfruttano al massimo i media, le pubbliche relazioni e le campagne pubblicitarie.
Ecco alcune fasi per la redazione di un piano di marketing low cost:
1. FOTOGRAFIA INIZIALE – BRIEFING LOW COST –  SITUAZIONE ATTUALE DI MARKETING
Individuiamo le esigenze dei clienti per elaborare un piano di marketing low cost:
  • Chi sono i miei clienti?
  • Chi sono i miei potenziali clienti?
  • Che tipo di persone sono? Che entrate hanno? Quali sono le loro esigenze?
  • Dove vivono?
  • Possono fare acquisti? Faranno acquisti?
  • Sto offrendo loro dei reali vantaggi, quando e come lo desiderano?
  • La mia attività è nella migliore posizione possibile?
  • I miei prezzi sono giusti?
  • Quale percezione hanno i clienti della mia attività?
  • Chi sono i miei concorrenti?
  • Come si rapporta la mia attività con quella della concorrenza?

2. RICERCA DI MERCATO LOW COST E ANALISI SWOT
L’elemento chiave che consente di elaborare un piano efficace è la ricerca di mercato che permette di raccogliere informazioni di marketing che vengono, poi, ordinate e incrociate attraverso l’analisi SWOT.  L’ analisi SWOT (punti di forza, punti deboli, opportunità e rischi) costituisce un semplice strumento che aiuta a identificare problemi e opportunità utili per prendere decisioni meno rischiose e più ponderate.
punti di forza e i punti deboli sono fattori che dipendono fortemente dalla vostra attività. Fattori interni come tratti della personalità, dipendenti, flusso di cassa ed esperienza sono cruciali a questo punto dell’analisi. Ad esempio, se avete una buona esperienza nel settore e avete dipendenti molto competenti, inserirete questi fattori nei punti di forza.
Per svolgere adeguatamente questa parte dell’analisi SWOT, dovete affidarvi alla ricerca, che può essere eseguita con costi contenuti. Se desiderate avere informazioni sulle strategie pubblicitarie messe a punto dalla concorrenza, potete iniziare studiando i media locali e nazionali, se è il caso.
  • I concorrenti hanno pubblicato annunci vistosi nella pagine gialle?
  • E nei giornali e nelle riviste?
  • Fanno pubblicità alla Tv o alla radio?
  • Quanti competitor ci sono nella zona?
  • Quanti clienti ci sono nella zona?
  • Quali sono i prezzi medi della concorrenza?
  • Quanti scontrini stacca il ns. competitor?
Un esame oggettivo dei vostri punti di forza e punti deboli interni vi consente di valutare con precisione l’attuale posizione della vostra azienda. Inoltre, vi consente di fare programmi per il futuro. L’analisi SWOT deve prendere in considerazione tre principali tipi di risorse:
  • Le persone del vostro team
  • Le finanze disponibili (liquidi e crediti)
  • Le capacità di fabbricazione e produzione
Le opportunità e i rischi sono fattori esterni alla vostra attività, ma con un forte impatto su di essa. Gli andamenti economici, i punti di forza e i punti deboli della concorrenza, le normative esistenti o in arrivo, i progressi tecnologici, lo stile di vita e le tendenze demografiche e le esigenze e i gusti della clientela fanno parte di queste categorie. Quando le opportunità intersecano i punti di forza, significa che avete scoperto una possibilità di crescita per la vostra attività.
I punti deboli interni possono intersecare i rischi esterni. Ad esempio, se avete un debito cospicuo (punto debole interno) e i tassi di interesse sono in aumento (rischio esterno), siete esposti a un grosso rischio. Un leggero incremento del tasso di interesse effettivo potrebbe determinare spese significative non pianificate.
3. OBIETTIVI DEL PIANO E STRATEGIE DI MARKETING
Si enunciano gli obiettivi di marketing che l’impresa intende raggiungere entro i termini fissati dal piano e si discutono le modalità principali per il loro conseguimento. Gli obiettivi devono essere specifici e quantificabili per poter misurare costantemente il progresso dell’impresa ed eventualmente poter intraprendere azioni correttive. Pertanto se l’obiettivo è di accrescere la quota di clientela del 15% verranno evidenziate le modalità.
Quando elaborate il vostro messaggio di marketing, assicuratevi di concentrarvi sui vantaggi offerti e non sulle caratteristiche.
A questo punto, il vostro compito è identificare i vantaggi che i clienti desiderano. Come la maggior parte delle persone, probabilmente desiderano:
  • Sentirsi sicuri
  • Essere felici
  • Divertirsi
  • Essere attraenti
  • Essere sexy
  • Avere successo
  • Piacersi
  • Piacere agli altri
  • Non provare dolore
  • Avere più tempo libero
  • Ottenere maggiori risultati in meno tempo
  • Sentirsi bene
  • Mangiare bene
  • Essere in salute
  • Avere contatti con le persone che amano
Prima di qualunque strategia di marketing è necessario sviluppare strategie di contatto: utilizzo di associazioni e organizzazioni industriali come valida fonte di materiale per le ricerche. Si tratta di un valido modo per ottenere informazioni sul business, soprattutto tra professionisti che gestiscono imprese complementari.
Un’ottima fonte di informazioni sulle associazioni è la directory sul sito Web di InfoCamere. Analizzate l’elenco e identificate le organizzazioni che potrebbero apportarvi più vantaggi: potrebbero essere di tipo locale, nazionale o internazionale, specifiche di un’industria o più generiche. Molte offriranno contributi sindacali; altre includeranno vantaggi per i membri, quali newsletter o l’accesso a una formazione di tipo professionale.
La partecipazione alle organizzazioni industriali garantisce la visibilità, ma se volete sfruttare il pieno potenziale delle relazioni dovete andare oltre la semplice adesione e cercare di ottenere ruoli prominenti. Prendete il timone di un comitato o di un evento: quando diverrete un leader riconosciuto nel settore, i vantaggi commerciali si moltiplicheranno.

4. MERCATO DI RIFERIMENTO
Se state cercando di offrire tutto a tutti, probabilmente siete destinati al fallimento. Fareste invece meglio a individuare il segmento o i segmenti di mercato che desiderate raggiungere, capire come i prodotti o servizi offerti possono soddisfare le esigenze dei consumatori del settore in questione e redigere una breve dichiarazione che illustra i vantaggi al vostro pubblico di riferimento.
Maggiore è la precisione con cui descrivete la vostra clientela di riferimento, migliore sarà la modalità di utilizzo delle risorse per massimizzare i profitti e fidelizzare i clienti. L’ideale sarebbe individuare uno o più mercati di nicchia. Oppure, può essere un gruppo di clienti con esigenze specifiche che non vengono soddisfatte dagli altri concorrenti presenti sul mercato.
In linea di massima, i clienti dei mercati di nicchia hanno le seguenti caratteristiche:
  • Rientrano in un profilo ben definito. I dati demografici, psicografici e geografici relativi a questo gruppo possono essere rilevati senza difficoltà. La psicografia include caratteristiche basate su ideologia, valori, credenze e attitudini.
  • Sono facilmente contattabili. È possibile individuare almeno due o tre metodi per recapitare informazioni a questo gruppo.
  • Rappresentano un potenziale profitto. Questi clienti spendono annualmente una cifra tale per l’acquisto di simili prodotti o servizi da giustificare l’impegno di marketing.
5. BUDGET
A quanto deve ammontare il vostro budget per il marketing? Non esiste una risposta univoca.
Le categorie relative alle spese per il marketing comprendono in genere:
  • Comunicazioni
  • Ricerca
  • Pubblicità
  • Eventi
  • Pubbliche relazioni
Una diffusa regola empirica è scoprire quale percentuale investono i concorrenti nelle campagne di marketing e adeguarsi a questo importo o superarlo. In nessun caso dovete elaborare un piano di marketing che prevede investimenti minori di quelli della concorrenza. Se non siete a conoscenza del budget riservato dalla concorrenza alle campagne di marketing, non preoccupatevi. Una breve ricerca vi aiuterà a scoprire il budget standard nel vostro settore.
6. SCELTA DEL MEZZO DI TRASMISSIONE GIUSTO
Dovete scegliere il mezzo pubblicitario che vi garantirà la maggiore esposizione ai potenziali clienti. Contattate i reparti marketing di stazioni televisive e radiofoniche, le società Internet e altri sbocchi, chiedendo loro un dossier. Vi consentirà di confrontare i dati demografici del pubblico e il costo di ogni opzione.
IDEA LOW COST
da: http://www.marketinglowcost.it

sabato 15 gennaio 2011

dal Cilento arrivano le "Coccole dalla Natura"

LA NUOVA LINEA PARCO

coccole dalla natura

Mantenere un aspetto giovanile e fresco nel tempo, non è forse il sogno di tutti?
Da oggi è possibile, grazie al primo laboratorio artigianale di cosmesi, nato nel cuore del Parco del Cilento.

La ricchezza della flora spontanea, unita alle tradizioni cilentane, nonché alla passione per la cosmesi, hanno consentito al laboratorio Docri Body di creare la “Linea Parco”.
La linea è composta da trattamenti per la detersione e la cura del corpo e del viso, una gamma completa di prodotti, in grado di rendere fruibile il patrimonio floristico locale, attraverso la moderna scienza cosmetica.
Protagonista della linea è l’olio extravergine d’oliva biologico del Parco del Cilento, usato nella cosmetica naturale sin dal tempo degli antichi egizi, per le sue elevate proprietà emollienti ed ammorbidenti.
La formulazione è arricchita da principi attivi delle piante officinali tipiche della macchia mediterranea: borragine, elicriso, calendula, mirto, mandorla dolce e ginestra.

A garanzia del brand e della qualità del prodotto, la Docri Body si è avvalsa della collaborazione di istituzioni ed esperti di settore, nell’ambito fitoterapico e cosmetico quali: il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli studi di Salerno, dell’esperto erborista Pasquale La Palomenta e del cosmetologo Matteo Zanotti Russo. Per l'immagine si è affidata  al salernitano esperto di brand  care e marketing Francesco Maria de Feo.

La linea, inoltre, è stata dermatologicamente testata dalla Università di Ferrara.

Con le coccole dalla natura, concedersi un momento per se stessi di bellezza, benessere e relax, non è affatto un sogno impossibile.

domenica 9 gennaio 2011

Le nuove forme di lavoro, da MyMarketing.net

Massimo, 25 anni, vive in una grande città del Nord Italia. Neolaureato in Scienze della Comunicazione, ha un forte interesse per tutto ciò che riguarda questo mondo; il suo obiettivo è inserirsi in una grossa azienda, nell’area della comunicazione. Il Mercato sembra però abbastanza chiuso, l’unico canale di accesso sembra essere lo stage, con nessuna garanzia di inserimento lavorativo successivo. Che fare? 

Massimo arriva dal consulente di orientamento ormai deluso e certo della sconfitta: nessuna azienda gli proporrà mai un contratto di lavoro. 
E’ uscito dall’Università, con una laurea in scienze della comunicazione conquistata con voti soddisfacenti e in tempi rapidi, convinto che sarebbe stato semplice percorrere una strada in un’azienda dove avrebbe raggiunto in fretta posizioni di responsabilità nell’area della comunicazione. Ma così non è stato, non fino ad oggi almeno. 
Le possibilità che ha individuato riguardavano solo stage: in realtà medio piccole, come le agenzie di comunicazione e organizzazione eventi, oppure all’interno dell’area comunicazione di grandi società. 
Nonostante la presenza di una forte concorrenza sul mercato di giovani in possesso di una laurea, come lui, ma anche di altri con master di specializzazione, Massimo non si è mai arreso e ha continuato la sua ricerca. Ha pensato che potesse giocare a suo favore inserirsi in una grande società, valutando anche uno stage come un’opportunità importante di formazione. 

Ha accettato così la proposta di stage di una grossa multinazionale informatica, dove è stato subito coinvolto nell’organizzazione di una fiera internazionale. Ha potuto sperimentarsi da subito nel lavoro che aveva tanto desiderato fare. Ma nel giro di due settimane l’evento è stato realizzato e concluso. Massimo si è ritrovato improvvisamente ad occupare una scrivania senza essere coinvolto nelle attività dell’area a cui era assegnato. Si è sentito dire dal proprio tutor che i dipendenti stessi hanno poco lavoro, perché in questo settore della comunicazione funziona così: “Dipende dai periodi dell’anno e in ogni caso l’attività sarà sempre quella: ciclicamente tutti gli anni, gli stessi eventi, le stesse “cose”... e molto spesso svolgendo solo funzioni di supporto all’areaMarketing.” 

Spaventato da una realtà che non s’immaginava così, Massimo decide di rivolgersi ad un esperto di orientamento professionale, sperando che un punto di vista diverso lo aiuti a far chiarezza su di sé, sui suoi obiettivi e sul Mercato del lavoro. 
Così intraprende un percorso di orientamento professionale. Comincia ad analizzare le motivazioni per cui aveva deciso di laurearsi in Scienze della comunicazione e i propri interessi: cerca di far emergere, seppur con difficoltà, che cosa vuole veramente dal lavoro


Massimo, con il supporto del consulente, piano piano fa chiarezza e riesce a stabilire alcuni punti fermi: 

- privilegia nel lavoro gli aspetti più legati alla relazione; 
- ha buone capacità organizzative, dimostrate anche durante il percorso universitario; 
- riesce ad essere spontaneamente il punto di riferimento all’interno di un gruppo di lavoro, che gli riconosce frequentemente un ruolo “informale” di leader; 
-  ama il mondo della comunicazione in generale, ma valuta più adeguato ed interessante per lui l’ambito della comunicazione rivolta agli utenti-consumatori. 

Infatti all’interno di quest’area si seguono l’organizzazione e il coordinamento di tutte le attività, destinate a pubblicizzare e promuovere il marchio, i prodotti o i servizi di un’azienda, attraverso: 
- la progettazione e l’avvio di campagne pubblicitarie; 
- la realizzazione di sponsorizzazioni; 
- la pianificazione di incontri e di iniziative culturali; 
- la proposta di eventi speciali e di convegni. 

La scelta adesso diventa più facile, anche se Massimo deve ancora chiarire se vuole: 

- proporsi ad un’azienda che abbia al proprio interno un’area di comunicazione ben definita 
- oppure ad un’agenzia magari di medie dimensioni 

Con le sollecitazioni dell’orientatore, Massimo comprende che è più adatta a lui la seconda possibilità. Infatti nell’agenzia avrebbe modo di esprimere maggiormente la sua creatività e le doti di organizzazione e di relazione. Inoltre, aspetto non secondario, scopre di non ambire ad un contratto di lavoro di tipo dipendente, ma sarebbe felice di un contratto di tipo consulenziale. 
Così dopo un periodo dedicato alla redazione di un CV in cui, grazie all’aiuto del consulente di orientamento, riesce ad esprimere in modo più chiaro competenze ed obiettivi, seleziona le Agenzie di comunicazione presenti sul territorio e comincia l’azione di autocandidatura. 
Dopo una serie di colloqui, Massimo decide di accettare un incarico a progetto per un’agenzia che gli affida subito la responsabilità di alcuni clienti. Raggiunge così finalmente quegli aspetti tanto ricercati nel lavoro, felice di mettersi alla prova in questa nuova esperienza.



mercoledì 5 gennaio 2011

Marketing. A Salerno, intervista ad Antonio Monizzi

Intervista (semi-)seria, ma non troppo “semi” sullo stato dell’arte del marketing, a cura di Francesco Maria de Feo, marketer salernitano, esperto in wellness marketing.

Cosa prende? Due marketer macchiati, grazie. Francesco Maria de Feo, intervista Antonio Monizzi Team Leader di “Connecting Managers”, network relazionale, durante la pausa caffè.

“Qual’è oggi la ragion d'essere di un uomo che si occupa di marketing a cosa deve dare risposta?” “Beh come domanda iniziale non è proprio male…Quando si dice “rompere il ghiaccio”. Ma va bene così" sorride Monizzi, "procediamo immarcescibili, diretti al cuore del problema. Credo però che per rispondere alla tua domanda valga la pena riflettere per qualche istante su cosa sia oggi il marketing. Trovo affascinante quanto detto in proposito da Leavitt “Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama».

Ma al di là delle definizioni canoniche più o meno dettagliate ed articolate che si possono desumere da testi ormai quasi sacri (vedi il monumentale marketing management di Kotler) o da qualche buon manuale sull’argomento, penso che la sostanza del Marketing stia, oggi come ieri, nella necessità delle aziende, delle organizzazioni, dei professionisti di affermare il proprio carattere differenziale, la reason why, in sostanza la risposta alla domanda “perchè io?”, ovvero perché i miei stackholders o ‘pubblici di riferimento’, dovrebbero scegliere me, premiare la mia offerta.

Potremmo dirla con un motto che ho sentito una volta citato anche da te che emerge la necessità di “distinguersi per non estinguersi”. A questo punto però si pone un’altra questione a mio parere alquanto affascinante. Ultimamente nei miei dialoghi sia on che off line, mi capita spesso che mi dicano…. “ Ho letto dei tuoi corsi dei tuoi interventi sul web…. Ti occupi allora di web marketing???” Bene io rispondo che sono un marketer, che certo vivendo il suo tempo ed il suo spazio, non può prescindere dal tenere in debito conto le modificazioni e le accelerazioni che la rete ha provocato e continua a produrre ogni giorno di più.”

“Nella crisi che attraversiamo quali sono le priorità di cui un'azienda deve tener conto?”
“Repetita Juvant…. “Distinguersi per non estinguersi”, al mio buon amico Marco Merangola a questo punto fischieranno le orecchie…. Questo è il suo slogan preferito!!! Ma il fatto è che trovare la propria ragion d’essere dovrebbe essere il cruccio essenziale di chiunque si trovi ad agire in un contesto fortemente competitivo, tanto più in un momento di crisi, dove l’offerta sembra sopravanzare di gran lunga la domanda.
Per realizzare questo intento è necessario riflettere a fondo e con dovizia di particolari sul processo di mission-vision-obiettivi che sta al centro dell’elaborato strategico di un piano di marketing. Nella definizione di questa triade però non si può prescindere dall’esistenza di un prodotto-servizio che sia frutto di competenza, coerenza e costanza. Insomma il modello che io ho battezzato come il modello del manager co.co.co, anche per evidenziare la mancanza di certezze granitiche che è caratteristica della nostra epoca della nostra società.

Certo il fattore costo deve essere ben valutato, ma questa posta dovrebbe essere oggetto di attenzione sempre e non in chiave destrutturante e demotivante ma di serio controllo di gestione e di visione lungimirante. Come dire, sguardo lontano e piedi ben piantati per terra”.

“Cosa si intende per rapporto "maieutico" nella recezione dei segnali dell'ambiente in cui il marketer vive ed opera?”
“Curiosità, vivacità e voracità intellettuale, passione per l’altro e per gli altri, buona predisposizione nei confronti del virtuale, apertura mentale, tanta, tanta creatività e una discreta dose di olio di gomito", continua Monizzi, "questi sono alcuni requisiti salienti per tratteggiare il ritratto del marketer contemporaneo, non un tuttologo si badi bene, ma uno specialista che si rende conto di agire sempre di più in un contesto, che sarebbe meglio definire un iper contesto.
In comunicazione si dice che chi domanda, comanda ma anche e di questo si parla meno, chi ascolta, guida, in questo piccolo assioma mi pare ci sia una risposta sensata alla tua domanda”.

“Che versus sta prendendo il marketing? Si sta evolvendo? se si, in quale direzione?
“Panta rei… tutto scorre…. Ovvero non ci si bagna mai nello stesso fiume. Tutto cambia pare essere l’unica certezza in un mondo altrimenti senza più paradigmi di riferimento stabili e ripetitivi.
Anche il marketing si deve interfacciare con questo stato delle cose, stiamo andando sempre di più spediti verso un rapporto paritario tra aziende e consumatori, parafrasando Fabris si può parlare oggi di consumATTORE, ma anche di consumAUTORE.
In sostanza di consumatoRE, che guida il rapporto, il marketer ed attraverso di lui il marketing devono sviluppare il senso dell’ascolto appunto maieutico, ma anche affinare il loro spirito creativo, un problem solving innovativo, focalizzarsi sempre di più sul bisogno e non sul prodotto. In breve debbono imparare a “PENSARE DA CLIENTE….AGENDO DA PROFESSIONISTI”.