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venerdì 24 febbraio 2012

Salerno Blog: CHICISIMO IL FASHION BLOG DI ROSANNA ANNUNZIATA


 CHICISIMO in neverland IL FASHION BLOG DI ROSANNA ANNUNZIATA

Chicisimo è una comunity di ragazze che condividono il loro stile personale e si ispirano a vicenda. Chicisimo è sempre in fase di lavorazione, noi stiamo costruendo il sito con l’aiuto e il supporto delle amanti della moda da tutto il mondo.
Puoi usare Chicisimo per condividere il tuo stile e ispirare gli altri, o puoi caricare i tuoi look per tenere un diario di cosa indossi giornalmente. Inoltre puoi utilizzare Chicisimo per dare un’occhiata a come vestono le altre ragazze, per scoprire marchi esordienti o costruire un catalogo dei look che preferisci degli altri utenti. In qualsiasi modo tu decida di utilizzare Chicisimo, per piacere sii carina con gli altri.
www.neverland-lovefairy.blogspot.com
CHI C’È DIETRO CHICISIMO?
Maria e Gabi stanno costruendo Chicisimo, con l’aiuto, il supporto e l’ispirazione di tantissime ragazze da tutto il mondo, amdanti della moda e di internet. Maria ha aperto Chicisimo come un blog nel 2008 quando viveva a San Fransisco. Noi viviamo in Spagna ora, e ci dedichiamo al 100% alla costruzione di un sito web meraviglioso.
Maria (Maria Arenaza) ha bloggato riguardo la moda per tre anni su Chic o Chuc (in spagnolo) e Gabi (Gabriel Aldamiz-echevarria) ha un passato con il mondo del computer. Moda e web, che incontro perfetto :)

mercoledì 21 settembre 2011

SALERNO IN: UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS NETWORK

Inviato Filippo Ispirato

La nostra città in quest’ultimo periodo sta diventando sempre di più una fucina di nuove idee innovative da parte di giovani interessati a rimanere nel nostro territorio e a promuovere progetti originali o mutuati da altri contesti italiani ed europei ed implementarli nel nostro territorio. In quest’ottica ho avuto modo di incontrare il Dr. Antonio Monizzi, presidente di Salerno In, e il Dr. Francesco Maria de Feo, esperto di marketing e promotore del progetto Salerno In. Salerno In è un nuovo business network ispirato ai più noti social network presenti sulla rete internet del tipo Linked In, Facebook, My Space e Twitter, con la differenza di essere legato al territorio ed avere l’obiettivo di creare una rete relazionale tra imprenditori e professionisti appartenenti al nostro territorio. Per avere delle idee più chiare in merito all’iniziativa, riportiamo di seguito l’intervista tenuta con il Dr. Antonio Monizzi che ci ha dato delle informazioni dettagliate in merito
Come è nata l’idea di creare questo gruppo a Salerno?

Da un incontro di persone e di idee, dalla voglia di riportare in auge un modello archetipo della nostra cultura, l’agorà di ellenica memoria. Io e Francesco ci occupiamo di business professionalmente ed abbiamo trovato naturale in virtù delle nostre esperienze pregresse, sviluppate soprattutto lontano da Salerno, confrontarci, scambiare idee, valutare insieme come ri-proporre la nostra attività in un territorio a noi caro ma che ci appariva al tempo stesso anche un po’ ostico e diffidente. Ci siamo quindi chiesti come poter fare “rete” come promuovere relazioni positive tra imprenditori e professionisti, e la realtà dei Club IN e di LINKEDIN ci è sembrata la soluzione più adatta per la loro caratteristica di facilitatori di business e di incubatori di idee, forieri di collaborazioni da una parte ma anche potente mezzo di stimolo di nuovi modi di fare , pensare, collaborare, conoscersi!!!
In cosa consiste? Quante persone vi fanno parte?
L’idea è di organizzare degli incontri dove donne e uomini di business si possano incontrare al di fuori di contesti classici e canonici del loro agire professionale, lontano dalla loro scrivania, non legati al protocollo tipico della vita associativa, svincolato da una stretta rispondenza diretta alla propria attività, incontrando magari professionisti di altri settori e realtà. Oggi non crediamo sia possibile fare un “inventario” ufficiale di chi fa parte della partita, ma c’è un nucleo di una decina di “fan” su cui contare per lanciare le prossime iniziative. Infatti il primo incontro, quello che abbiamo voluto chiamare il numero “zero” c’è già stato ed ha contato la partecipazione di più di quaranta intervenuti, soprattutto grazie allo spirito di iniziativa e la capacità di coinvolgimento di Francesco.
Chi può partecipare alle vostre iniziative?
Semplice…. Chiunque professionista, imprenditore, studioso o semplicemente curioso voglia interfacciarsi con altre persone interessate al mondo del business nella sua città.
Ci sono altri esempi simili in Italia e nel mondo?
Certo che si, in Italia il fenomeno comincia a prendere piede, ci sono già una decina di club ufficiali, dal capostipite Milan IN a Parma In, Florence In, Turin In, fino al località più vicine a noi come i due club Napoli In e Napoli Business-Club In. Poi ci sono molte altre realtà in via di accreditamento come appunto la nostra Salerno In. Quello dei club IN è un caso tutto italiano che peraltro ha avuto il riconoscimento ufficiale a livello mondiale da Linkedin, grazie al lavoro svolto per promuovere LinkedIN stesso in Italia.
Come è stato accolto a Salerno il gruppo Salerno IN?
A dire la verità non ci aspettavamo già, dal primo appuntamento , un cosi ampio ventaglio di consensi e la partecipazione di aziende, professionisti e categorie di rappresentanza degli esercenti salernitani.
Quali sono i progetti realizzati e quelli in cantiere?

Salerno IN oltre la serata inaugurale è stata media partner di due importanti eventi:
Salerno Wine Festival, il primo salone del vino del Sud Italia che si è tenuto a Paestum domenica 17 e lunedì 18 Luglio 2011.
OASI OLOS, IL BENESSERE TARGATO BUSINESS, triplice appuntamento dell’estivo all’insegna delle Relazioni efficaci nel Business del Mangiare Sano e del Benessere.

Bellizzi Moda e Spettacolo, a Settembre e il secondo appuntamento Salerno IN all'insegna dell'argentina al ristorante "La Boca".
In cantiere ci sono poi,  incontri tematici per promuovere la cultura del Business in Salerno con associazioni di categoria ed il mondo universitario ed un prossimo evento dal nome “Qual è il tuo Obiettivo? Il nostro fare business insieme”.

giovedì 1 settembre 2011

Steve Jobs e il Personal Branding


Nei giorni scorsi Steve Jobs si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato di Apple.
In molti si sono domandati quale sarà il futuro dell’azienda senza Jobs al comando, temendo un immediato crollo delle azioni in Borsa ed evidenziando come nell’immaginario collettivo le sorti di Jobs siano inscindibili da quelle di Apple.
Il caso di Steve Jobs e Apple è in effetti più unico che raro: non ci sono aziende tecnologiche di queste dimensioni – Apple è una multinazionale da 50.000 dipendenti – dove il creatore si identifica così fortemente con la sua creatura.
Per esempio, in pochi sanno che HP è stata fondata in uno storico garage di Palo Alto da Bill Hewlett and Dave Packard, ed è diventata un colosso da più di 300.000 dipendenti anche senza l’occhio vigile dei suoi fondatori (ormai deceduti da tempo).
E chi conosce i nomi dei fondatori di Intel? o dell’attuale CEO? eppure parliamo del leader mondiale dei semiconduttori, una società che ha infilato un processore in praticamente tutti i computer del pianeta ed in grado di macinare miliardi di dollari all’anno di fatturato (nonché di utile).
Parlando di aziende stranote sul web, scommetto che i 2 fondatori di Yahoo! – Jerry Yang e David Filo – sono sconosciuti ai più, e credo che nemmeno Larry Page e Sergey Brin (i 2 founder di Google) siano noti e identificabili dal grande pubblico (guardati questi impietoso confronto fra i 3 effettuato con Google Statistiche di ricerca):
Steve Jobs vs. Larry Page vs. Sergey Brin


Steve Jobs, insomma, è un brand noto almeno quanto quello della sua Apple, con tutti i rischi che da ciò ne derivano.
Credo infatti che un brand personale smisurato ha senso solo se l’obiettivo della persona è quello di vendere se stesso: attori, cantanti, personaggi dello spettacolo, è giusto che puntino principalmente all’accrescimento del loro brand perché è con la loro persona che lavorano e guadagnano; la persona, insomma, è il prodotto.
Ma quando la persona guida una azienda che deve potenzialmente durare “in eterno”, è bene che pensi alla logica della squadra di calcio: una compagine costituita da un assoluto fuoriclasse in grado di trascinare il gruppo, ma anche da alcuni talenti e tanti bravi portatori di palla che dalle seconde linee lavorano in silenzio, con tenacia e senza clamore, per portare l’intero team al successo.
Perché il vero tifoso, da che mondo è mondo, per tutta la vita continua a tifare per la stessa squadra, anche se questa attraversa periodi bui, anche se questa perde e scende in serie B. Prima si tifa la squadra, poi i singoli giocatori che la compongono, che nel tempo possono cambiare e passare ad altre squadre.
Ma non si cambia squadra solo perché il fuoriclasse passa dall’una all’altra, o magari si ritira per raggiunti limiti di età. 

Che ne pensate? Dal Tagliablob

sabato 2 luglio 2011

SALERNO IN ALL' OASI OLOS DEL BENESSERE

Venerdi, 8 Luglio 2011, SALERNO IN sarà presente all'evento " OASI OLOS" ricariche di benessere che si terra presso il Centro Olos di Bellizzi (SA).

L'evento sarà un momento di incontro fra associazioni operanti nel campo del Wellness, artisti e musicisti.

La serata caratterizzata dal Vernissage Olistico in musica sarà accompagnata anche da associazioni di danza, arti marziali e dal racconto dell' esperienza fatta durante il primo appuntamento di Salerno IN (Media Partner dell'evento).
Si parlerà tra l'altro di musica corale, arte terapia, counseling, medicina naturale.

Presente anche il portale: tuttobellizzi

sabato 22 gennaio 2011

Virgilio è a Salerno con Massimo Vecchio


Questo nome non mi è nuovo, infatti al Massimo è Vecchio, nome e cognome che ormai è una garanzia sul web. 

Ce lo ricordavamo per la mitica Piazzetta della Città di Salerno su Second Life e ce lo ritroviamo ad operare nel web 2.0 nei vari social, in particolare Twitter ed il Blog della Città di Salerno su Virgilio.


Sul Web si presenta cosi: " Mi chiamo Massimo Vecchio, ho trentacinque anni e sono Salernitano. Nella vita sono un Sysadmin, ma amo definirmi “Sysadwhat?”, poiché la domanda successiva a “che lavoro fai” è sempre “AH! … Cosa faccio nella vita? Diciamo che sono uno ..." o come Lapo Sindaco della Piazzetta e presidente del Lapo fan Club. 

Lo conosco come persona disponibile, sempre sorridente e fortemente aldilà dei contesti che vive e questo tributo ad un amico che stimo per quello che ha fatto e farà è dovuto.


Francesco Maria de Feo


domenica 9 gennaio 2011

Le nuove forme di lavoro, da MyMarketing.net

Massimo, 25 anni, vive in una grande città del Nord Italia. Neolaureato in Scienze della Comunicazione, ha un forte interesse per tutto ciò che riguarda questo mondo; il suo obiettivo è inserirsi in una grossa azienda, nell’area della comunicazione. Il Mercato sembra però abbastanza chiuso, l’unico canale di accesso sembra essere lo stage, con nessuna garanzia di inserimento lavorativo successivo. Che fare? 

Massimo arriva dal consulente di orientamento ormai deluso e certo della sconfitta: nessuna azienda gli proporrà mai un contratto di lavoro. 
E’ uscito dall’Università, con una laurea in scienze della comunicazione conquistata con voti soddisfacenti e in tempi rapidi, convinto che sarebbe stato semplice percorrere una strada in un’azienda dove avrebbe raggiunto in fretta posizioni di responsabilità nell’area della comunicazione. Ma così non è stato, non fino ad oggi almeno. 
Le possibilità che ha individuato riguardavano solo stage: in realtà medio piccole, come le agenzie di comunicazione e organizzazione eventi, oppure all’interno dell’area comunicazione di grandi società. 
Nonostante la presenza di una forte concorrenza sul mercato di giovani in possesso di una laurea, come lui, ma anche di altri con master di specializzazione, Massimo non si è mai arreso e ha continuato la sua ricerca. Ha pensato che potesse giocare a suo favore inserirsi in una grande società, valutando anche uno stage come un’opportunità importante di formazione. 

Ha accettato così la proposta di stage di una grossa multinazionale informatica, dove è stato subito coinvolto nell’organizzazione di una fiera internazionale. Ha potuto sperimentarsi da subito nel lavoro che aveva tanto desiderato fare. Ma nel giro di due settimane l’evento è stato realizzato e concluso. Massimo si è ritrovato improvvisamente ad occupare una scrivania senza essere coinvolto nelle attività dell’area a cui era assegnato. Si è sentito dire dal proprio tutor che i dipendenti stessi hanno poco lavoro, perché in questo settore della comunicazione funziona così: “Dipende dai periodi dell’anno e in ogni caso l’attività sarà sempre quella: ciclicamente tutti gli anni, gli stessi eventi, le stesse “cose”... e molto spesso svolgendo solo funzioni di supporto all’areaMarketing.” 

Spaventato da una realtà che non s’immaginava così, Massimo decide di rivolgersi ad un esperto di orientamento professionale, sperando che un punto di vista diverso lo aiuti a far chiarezza su di sé, sui suoi obiettivi e sul Mercato del lavoro. 
Così intraprende un percorso di orientamento professionale. Comincia ad analizzare le motivazioni per cui aveva deciso di laurearsi in Scienze della comunicazione e i propri interessi: cerca di far emergere, seppur con difficoltà, che cosa vuole veramente dal lavoro


Massimo, con il supporto del consulente, piano piano fa chiarezza e riesce a stabilire alcuni punti fermi: 

- privilegia nel lavoro gli aspetti più legati alla relazione; 
- ha buone capacità organizzative, dimostrate anche durante il percorso universitario; 
- riesce ad essere spontaneamente il punto di riferimento all’interno di un gruppo di lavoro, che gli riconosce frequentemente un ruolo “informale” di leader; 
-  ama il mondo della comunicazione in generale, ma valuta più adeguato ed interessante per lui l’ambito della comunicazione rivolta agli utenti-consumatori. 

Infatti all’interno di quest’area si seguono l’organizzazione e il coordinamento di tutte le attività, destinate a pubblicizzare e promuovere il marchio, i prodotti o i servizi di un’azienda, attraverso: 
- la progettazione e l’avvio di campagne pubblicitarie; 
- la realizzazione di sponsorizzazioni; 
- la pianificazione di incontri e di iniziative culturali; 
- la proposta di eventi speciali e di convegni. 

La scelta adesso diventa più facile, anche se Massimo deve ancora chiarire se vuole: 

- proporsi ad un’azienda che abbia al proprio interno un’area di comunicazione ben definita 
- oppure ad un’agenzia magari di medie dimensioni 

Con le sollecitazioni dell’orientatore, Massimo comprende che è più adatta a lui la seconda possibilità. Infatti nell’agenzia avrebbe modo di esprimere maggiormente la sua creatività e le doti di organizzazione e di relazione. Inoltre, aspetto non secondario, scopre di non ambire ad un contratto di lavoro di tipo dipendente, ma sarebbe felice di un contratto di tipo consulenziale. 
Così dopo un periodo dedicato alla redazione di un CV in cui, grazie all’aiuto del consulente di orientamento, riesce ad esprimere in modo più chiaro competenze ed obiettivi, seleziona le Agenzie di comunicazione presenti sul territorio e comincia l’azione di autocandidatura. 
Dopo una serie di colloqui, Massimo decide di accettare un incarico a progetto per un’agenzia che gli affida subito la responsabilità di alcuni clienti. Raggiunge così finalmente quegli aspetti tanto ricercati nel lavoro, felice di mettersi alla prova in questa nuova esperienza.



mercoledì 5 gennaio 2011

Marketing. A Salerno, intervista ad Antonio Monizzi

Intervista (semi-)seria, ma non troppo “semi” sullo stato dell’arte del marketing, a cura di Francesco Maria de Feo, marketer salernitano, esperto in wellness marketing.

Cosa prende? Due marketer macchiati, grazie. Francesco Maria de Feo, intervista Antonio Monizzi Team Leader di “Connecting Managers”, network relazionale, durante la pausa caffè.

“Qual’è oggi la ragion d'essere di un uomo che si occupa di marketing a cosa deve dare risposta?” “Beh come domanda iniziale non è proprio male…Quando si dice “rompere il ghiaccio”. Ma va bene così" sorride Monizzi, "procediamo immarcescibili, diretti al cuore del problema. Credo però che per rispondere alla tua domanda valga la pena riflettere per qualche istante su cosa sia oggi il marketing. Trovo affascinante quanto detto in proposito da Leavitt “Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama».

Ma al di là delle definizioni canoniche più o meno dettagliate ed articolate che si possono desumere da testi ormai quasi sacri (vedi il monumentale marketing management di Kotler) o da qualche buon manuale sull’argomento, penso che la sostanza del Marketing stia, oggi come ieri, nella necessità delle aziende, delle organizzazioni, dei professionisti di affermare il proprio carattere differenziale, la reason why, in sostanza la risposta alla domanda “perchè io?”, ovvero perché i miei stackholders o ‘pubblici di riferimento’, dovrebbero scegliere me, premiare la mia offerta.

Potremmo dirla con un motto che ho sentito una volta citato anche da te che emerge la necessità di “distinguersi per non estinguersi”. A questo punto però si pone un’altra questione a mio parere alquanto affascinante. Ultimamente nei miei dialoghi sia on che off line, mi capita spesso che mi dicano…. “ Ho letto dei tuoi corsi dei tuoi interventi sul web…. Ti occupi allora di web marketing???” Bene io rispondo che sono un marketer, che certo vivendo il suo tempo ed il suo spazio, non può prescindere dal tenere in debito conto le modificazioni e le accelerazioni che la rete ha provocato e continua a produrre ogni giorno di più.”

“Nella crisi che attraversiamo quali sono le priorità di cui un'azienda deve tener conto?”
“Repetita Juvant…. “Distinguersi per non estinguersi”, al mio buon amico Marco Merangola a questo punto fischieranno le orecchie…. Questo è il suo slogan preferito!!! Ma il fatto è che trovare la propria ragion d’essere dovrebbe essere il cruccio essenziale di chiunque si trovi ad agire in un contesto fortemente competitivo, tanto più in un momento di crisi, dove l’offerta sembra sopravanzare di gran lunga la domanda.
Per realizzare questo intento è necessario riflettere a fondo e con dovizia di particolari sul processo di mission-vision-obiettivi che sta al centro dell’elaborato strategico di un piano di marketing. Nella definizione di questa triade però non si può prescindere dall’esistenza di un prodotto-servizio che sia frutto di competenza, coerenza e costanza. Insomma il modello che io ho battezzato come il modello del manager co.co.co, anche per evidenziare la mancanza di certezze granitiche che è caratteristica della nostra epoca della nostra società.

Certo il fattore costo deve essere ben valutato, ma questa posta dovrebbe essere oggetto di attenzione sempre e non in chiave destrutturante e demotivante ma di serio controllo di gestione e di visione lungimirante. Come dire, sguardo lontano e piedi ben piantati per terra”.

“Cosa si intende per rapporto "maieutico" nella recezione dei segnali dell'ambiente in cui il marketer vive ed opera?”
“Curiosità, vivacità e voracità intellettuale, passione per l’altro e per gli altri, buona predisposizione nei confronti del virtuale, apertura mentale, tanta, tanta creatività e una discreta dose di olio di gomito", continua Monizzi, "questi sono alcuni requisiti salienti per tratteggiare il ritratto del marketer contemporaneo, non un tuttologo si badi bene, ma uno specialista che si rende conto di agire sempre di più in un contesto, che sarebbe meglio definire un iper contesto.
In comunicazione si dice che chi domanda, comanda ma anche e di questo si parla meno, chi ascolta, guida, in questo piccolo assioma mi pare ci sia una risposta sensata alla tua domanda”.

“Che versus sta prendendo il marketing? Si sta evolvendo? se si, in quale direzione?
“Panta rei… tutto scorre…. Ovvero non ci si bagna mai nello stesso fiume. Tutto cambia pare essere l’unica certezza in un mondo altrimenti senza più paradigmi di riferimento stabili e ripetitivi.
Anche il marketing si deve interfacciare con questo stato delle cose, stiamo andando sempre di più spediti verso un rapporto paritario tra aziende e consumatori, parafrasando Fabris si può parlare oggi di consumATTORE, ma anche di consumAUTORE.
In sostanza di consumatoRE, che guida il rapporto, il marketer ed attraverso di lui il marketing devono sviluppare il senso dell’ascolto appunto maieutico, ma anche affinare il loro spirito creativo, un problem solving innovativo, focalizzarsi sempre di più sul bisogno e non sul prodotto. In breve debbono imparare a “PENSARE DA CLIENTE….AGENDO DA PROFESSIONISTI”.