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martedì 1 novembre 2011

IL VENTO SEMBRAVA UN PROBLEMA…ED INVECE ERA LA SOLUZIONE!


Il vento sembrava un problema…ed invece era la soluzione!

TRASFORMARE I PUNTI DEBOLI IN OPPORTUNITÀ DI BUSINESS

In questa puntata ci occupiamo di quella che oggi viene considerata una delle abilità essenziali nella gestione di un impresa che ha come obiettivo il successo: la capacità di trasformare elementi di difficoltà in opportunità di business.Questa abilità che si dovrebbe configurare in una vera e propria forma mentis, viene genericamente definita con il termine Problem Solving, ovvero la capacità di affrontare e risolvere problemi , utilizzando il pensiero creativo. sia logico-sequenziale che antiteticolaterale. Mentre nel caso del pensiero logico sequenziale, ci troviamo di fronte ad un procedimento a cui siamo decisamente abituati in quanto tipico del nostro modo di pensare occidentale,che utilizza l’emisfero destro del cervello (cosiddetto razionale), seguendo un percorso molto simile al processo diagnostico , cui la pratica medica ci ha abituato anche grazie ad una notevole messe di telefilm e affini.

Il limite però di questo modo di dirigersi alla soluzione dei problemi sta nell’essere soggetto alla presenza di schemi razionali, di abitudini e convenzioni, che spesso rappresentano vere e proprie barriere, ostacoli alla stessa soluzione del problema. Un buon esempio per spiegare questo concetto è probabilmente il gioco dei 9 punti o quadrante di Maier, qui di seguito illustrato. Avendo uno schema composto da 9 punti, disposti in modo da formare un quadrato a base 3, come in figura!

L’obiettivo è unire tutti i 9 punti del tracciato, usando solo 4 linee, ma senza alzare MAI la penna dal foglio! Per risolvere questo esercizio, bisogna andare fuori dagli schemi, o meglio oltre la cornice! Interessante notare che la casistica delle risoluzioni ci indica che un americano ci mette in media 20 minuti, un giapponese 3 ed un eschimese circa 30 secondi, e molto probabilmente questo perché gli ultimi (gli eschimesi) sono avezzi ad un pensiero più libero e più focalizzato alla soluzione e meno al contesto. Questo ha affermato C. Casula in “I porcospini di Schopenauer”…
E se siete curiosi, la soluzione potete trovarla consultando il seguente indirizzo web: http://www. bafan.it/?p=2407. Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono, si intende – invece - una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.(definizione da wikipedia) In questo approccio si fa riferimento all’emisfero sinistro del nostro cervello, cosiddetto creativo. In sostanza possiamo identificare tre “mosse” principali che permettono di superare degli ostacoli: • la rimozione • l’aggiramento • l’utilizzazione In un tragitto che gradatamente va dal pensiero sequenziale a quello laterale Per spiegare meglio potremmo riferirci ad una storia, che sa un po’ di leggenda, di cui si narra spesso nei corsi sul problem solving, che riguarda i mitici anni della conquista dello spazio, quando l’allora URSS e gli States rivaleggiavano tra di loro a colpi di viaggi sempre più estremi. Pare che al tempo si fosse verificato l’inconveniente derivato dalla impossibilità per le penne a sfera di scrivere in assenza di gravità… I ricercatori statunitensi si prodigarono in sofisticati studi per mettere appunto un sistema che permettesse all’inchiostro di superare il problema della gravità, investendo in queste ricerche ingenti quantità di denaro per riuscire nell’opera (siamo in questo caso in un tipico esempio di tentativo di rimozione dell’ostacolo). I russi, invece, ricorsero ad una soluzione meno tecnologica, ma alquanto efficace, mandando i loro astronauti nello spazio … con una matita. Da non disdegnare anche il notevole risparmio economico (e questo caso, si presenta invece, come un interessante esempio di aggiramento dell’ostacolo). Ora provate ad immaginare se addirittura si fosse trovato un sistema che proprio dell’assenza di gravità avesse fatto l’elemento cardine per scrivere nello spazio, ecco che ci troveremmo di fronte ad un caso di utilizzazione dell’ostacolo. Ma un esempio davvero calzante per comprendere questo ultimo concetto dell’utilizzazione dell’ostacolo per il superamento dello stesso, ha come protagonista proprio il vento, tanto caro ai lettori di questa rivista e a chi lavora per produrla. Ce la riferisce Enrico Cogno nel suo “Come risolvere i problemi” edito per i tipi di Franco Angeli, tra una miriade di altri stimolanti esempi di problem solving. Ad ogni modo la storia che ci interessa è questa: In un’isola caratterizzata da una notevole gradevolezza paesaggistica ed ambientale, oltretutto anche facilmente raggiungibile, si decide di insediare un grande villaggio per vacanze. Arriva il giorno dell’inaugurazione in cui è prevista una conferenza stampa con professionisti del settore e ovviamente rappresentanti del mondo dell’informazione. Ed è lì che ci si accorge di aver sottovalutato un elemento caratteristico dell’isola, un fortissimo vento che soffia costantemente. La conseguenza fu in sostanza un generale fuggi fuggi da un clima davvero fastidioso, non certo ideale per una vacanza di relax, che era ovviamente la promessa del villaggio. In una prima battuta la proprietà ed il management cominciarono a studiare eventuali soluzioni per rimuovere l’ostacolo ad esempio interrando i villini (che però sarebbero sembrati più dei bunker che non tanto dei gradevoli alloggi), creando schermature costosissime per limitare gli effetti del vento, immaginando percorsi trincea. Dopo molte valutazione che però non sembravano tuttavia porre un efficace rimedio, la proprietà decise di affidarsi ad un team di problem solver, che individuò la soluzione proprio invertendo la questione, quindi non cercando un rimedio che si basasse sul contrastare un fenomeno tanto naturale quanto costante quale quello eolico, ma che, al contrario, di questa caratteristica facesse un elemento di cui beneficiare. La domanda allora era diventata: quale tipologia di turista sceglie scientemente una località proprio perché spazzata costantemente dal vento? Posta in questi termini la questione ha una risposta abbastanza semplice. Gli appassionati di sport velici E fu cosi che quello che era stato pensato improvvidamente come un tradizionale villaggio vacanze, diventò un grande centro velico con tanto di annessa scuola. Morale: un grande successo, senza… troppe spese aggiuntive. Pensate se avessero anche deciso di impiantare un parco eolico… caratterizzando ulteriormente e definitivamente un progetto vincente, maturando persino un ulteriore risparmio! Suggerirebbe un noto spot di Renzo Arbore … «Meditate gente, Meditate!».
Tratto dalla rivista: Il Pianeta Terra

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